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Il sovranismo è un’operazione sofisticata degli agenti del capitale

Sovranisti Hq -Corbacci

Abbiamo chiesto all’amico Ireneo Corbacci, che da tempo segue i percorsi del cosiddetto sovranismo italiano, di scrivere una serie di brevi corsivi sull’argomento, iniziando dalla cornice più essenziale dell’intera questione.

La redazione di Faremondo

 

Non poteva bastare l’operazione chiamata “Movimento Cinque Stelle”. Dai primi Meet up al blog di Grillo, dallo sviluppatore d’inganni embedded chiamato Casaleggio alla formazione del partito dei suoi influencer… Non poteva bastare, perché questa operazione (riuscita) si proponeva di irretire un target di 7-10 milioni di persone digiune di Novecento, già impoverite e formate dalla rete. E che fare con gli altrettanti milioni che un piede nel Novecento invece lo hanno avuto, gli alfabetizzati di ritorno alla rete, quelli non organici ai vecchi partiti ma culturalmente interni ad una delle vecchie formazioni ideologiche (di sinistra e di destra, comprese tutte le ali estreme dall’una e dall’altra parte)? Nessun problema per gli agenti (culturali e no) del capitale: per questi “semicolti più critici” è stato progettato il sovranismo.
Qualche volta le date sono importanti, anche in Italia: i primi vagiti di quello che poi sarà chiamato sovranismo si odono agli albori dell’ultima crisi, tra il 2008 e il 2009, quando l’esperimento a Cinque Stelle è già in onda da un po’. Sin dall’inizio (via via diventerà peggio), dentro la galassia sovranista italiana non c’è alcuna mossa di pensiero differente.
La scienza è un patrimonio dell’umanità e non si discute. In qualche caso se ne invoca un impossibile uso differente, ma il suo corpus viene assunto come un qualsiasi stereotipo coniato dai dominanti. La tecnologia che ne discende viene vista allo stesso modo: la si assume, salvo ipotizzare un qualche “agire alternativo” a partire dagli “strumenti tecnologici” che i dominanti permettono di usare.
Partendo da queste matrici culturali così poco sovrane gli agenti del capitale non possono che ringraziare i sovranisti.
Chi comincia già subalterno non va osteggiato veramente: va contrastato in superficie, sostenuto attivamente sotto banco e allo stesso tempo fatto crescere in modo da poter avere, se necessario, il “ricambio di classe dirigente” che gli agenti stessi tengono sotto la manica. Intanto, i quadri sovranisti hanno modo di formarsi e di abbindolare anche un consistente stock di persone e gruppi che in cuor loro vorrebbero opporsi davvero. E ci riescono, purtroppo, perché sono a loro modo coerenti: se la scienza e la tecnologia (e la società) del capitale non si discutono, tutta l’opposizione va fatta col primato dell’agire politico, ovvero con un’idea tanto cara agli stessi agenti del capitale (che infatti l’hanno fondata e la fanno coltivare nelle loro accademie).
Ora: quanti sovranisti italiani se ne rendono conto?
Qualche “quadro” fra i più in vista per certi versi lo sa, ma ci fa perché con l’agire politico pensa di poter stare a galla di più e più a lungo rispetto ad altri agenti del capitale. Questi personaggi – avendoli purtroppo conosciuti in questi lunghi anni – sono i peggiori, quelli a cui è affidato il compito più sporco di tutti: far discendere l’infiltrazione cognitiva “dall’alto verso le masse”.
Invece, l’immensa maggioranza dei sovranisti, il “popolo sovranista”, nemmeno immagina come stiano le cose e ingenuamente è portato a pensare che l’agire politico dei suoi “quadri” possa servire a cambiare la società in cui vive.
Questa è la situazione descritta in termini che più sintetici non si potrebbe. Un corsivo, del resto, dovrebbe servire solo a mettere una pulce nell’orecchio, a far cominciare un diverso modo di pensare. Ormai scrivo solo per corsivi, cari amici di Faremondo. Abbiate coraggio.

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Faremondo 2018: avviso ai lettori e ai sostenitori

                                                       

Faremondo riprende le sue attività per il 2018 e annuncia la prossima uscita, per i tipi di Zambon, del volume di Franco Soldani intitolato I castelli in aria della scienza. Nello stesso tempI castelli in aria della scienzao, una serie di incontri di approfondimento a carattere seminariale prenderà il via a Bologna dalla seconda metà di marzo, con l’intento di introdurre alcuni temi del libro e di trattare, in forma tutta dialogica e partecipata, il nodo della simbiosi fra capitale, scienza e teologia che, a nostro avviso, rappresenta l’anima e il cuore di una qualsivoglia ipotesi di uscita non velleitaria da paludi di pensiero, cultura e civiltà ormai irrimediabilmente infiltrate a livello cognitivo dalle categorie dei dominanti.

Il peregrinare riflessivo e periglioso che Franco Soldani compie lungo le pagine de I castelli in aria della scienza,  fra le vette surreali della logica versatile della scienza e i terribili sotterfugi societari del capitale, ci aiuterà a tracciare i primi, inediti sentieri di una forma mentis differente per natura rispetto a tutta la tradizione di pensiero dell’Occidente.

Nel corso dei seminari, via via che verranno in chiaro i principali aspetti della simbiosi capitale-scienza-teologia, proveremo anche a declinare le nostre chiavi di lettura in vista di una riflessione ulteriore sulla realtà italiana, prendendo spunto dalle bozze della Favola di Sibilla e Terremoto che Emanuele Montagna ha in preparazione e la cui uscita è prevista anch’essa per quest’anno.

A breve vi proporremo su queste stesse pagine una presentazione de I castelli in aria della scienza e una prima articolazione degli argomenti degli incontri seminariali.

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Geopolitica planetaria dell’impero. I dieci pilastri del capitale finanziario e dell’imperialismo Usa

politica

È appena uscito, pubblicato da Faremondo, l’ultimo volume di Franco Soldani, dedicato ad un’analisi del grande capitale americano e dei suoi crimini interni e internazionali.

Geopolitica planetaria dell’impero

I dieci pilastri del capitale finanziario e dell’imperialismo Usa

Si tratta di una lettura inedita e completamente innovativa della nascita del capitale finanziario sul suolo statunitense, con una mole imponente di materiali che documentano in modo inoppugnabile quale sia stata la sua passata evoluzione e come si sia arrivati in ultimo alla nascita di un New American Century con la fine del secondo conflitto mondiale.
Il volume porta alla luce i veri centri di potere, aventi la loro sede primaria nella financial community di New York, che da dietro le quinte e persino direttamente dall’interno dell’esecutivo, oggi come ieri, dettano al presidente Usa e al suo governo la loro agenda politico-economica complessiva, tirando le fila dell’egemonia americana nel mondo.
Il libro disegna anche la presente cartografia economico-finanziaria e politico-strategica internazionale, nonché il ruolo di colonia subordinata che gli Usa hanno a suo tempo riservato all’intera Europa e alla sua moneta, un intero continente strutturato a sua volta in potenze centrali dominanti e paesi periferici subalterni (tra cui la nostra Repubblica, nata sin dall’inizio come una creatura americana).

Si tratta di materiali ignoti al lettore italiano e molto probabilmente anche europeo. In parte perché passati sotto silenzio e attivamente occultati dall’accademia al servizio dei dominanti e dai Megamedia di proprietà del grande capitale Usa, in parte perché mai tradotti prima d’ora nella nostra lingua né portati a conoscenza dell’opinione pubblica nazionale.

O li leggete qui, oppure non vi sarà possibile farlo da nessun’altra parte. Di sicuro non nella disinformazione distillata ogni giorno dai media occidentali e dai grandi tenori del capitale – in primis l’Accademia (col suo sistema degli Atenei, le sue case editrici, il suo apparato della propaganda, ecc.), gli economisti in testa, e poi giornalisti, filosofi, opinionisti, politologi, costituzionalisti, giureconsulti manzoniani, saggisti di ogni ordine (di regola infimo) e grado (di norma inferiore), marxisti di tutte le scuole, e via di questo passo.

Un volume che ribalta gli stereotipi del passato e attuali e apre davanti agli occhi del lettore scenari insospettati. Oltre Lenin e i classici del marxismo che si sono occupati a suo tempo del capitale finanziario della loro epoca e della società capitalistica in generale, i cui più intimi processi di sviluppo sono rimasti a loro ignoti. Uno strumento indispensabile per chi voglia davvero capire, oggi, il mondo attuale e il destino riservato all’Italia nel contesto del pianeta ridisegnato dagli Stati Uniti con l’11 settembre 2001, l’evento pivot della nuova epoca post novecentesca.

Alla luce della sua vasta documentazione si potrà anche capire meglio cosa nascondano le imposture e gli inganni ai danni del pubblico perpetrati dal prossimo referendum costituzionale, in cui due schieramenti apparentemente opposti – due diverse frazioni dell’establishment italiano e atlantico odierno in realtà – si contendono la guida del paese per i prossimi anni con argomenti prefabbricati dai loro apparati della propaganda.

 

Un volume unico in 2 Tomi per 753 pagine di testo  (più Indice dei nomi e Bibliografia)

35 € (prezzo di costo)

Può essere prenotato e ordinato scrivendo a: edizionif@faremondo.org

I costi di spedizione non sono a carico dell’acquirente.

Il versamento dell’importo per chi usa la posta può essere fatto, indicando la causale, mediante ricarica della carta postepay n° 5333 1710 2383 3508  intestata a Manuela Zaccheroni.

Chi preferisce invece utilizzare un bonifico bancario può usare il seguente Iban: IT05N0760105138253340453343

 

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Il prossimo referendum costituzionale. Un Manifesto contro

referendum

È stato fortunato Ireneo Corbacci ad entrare in possesso di una copia dell’effettiva Costituzione italiana rinvenuta a Milano tra le rovine fumanti (vi ricordano qualcosa?) di Expo 2015 da Alfredo, il precario  “disinstallatore a chiamata” del suo pamphlet La Costituzione del 2016 che abbiamo segnalato in anteprima. E noi siamo stati fortunati con lui a poterla leggere nella sua originaria versione più autentica. Se la verità in generale rende liberi, come potrà non farlo un documento che per la prima volta fa conoscere alle moltitudini la voce del loro padrone?

Forse senza saperlo, questo giovane operaio ci ha messo tra le mani un testo scottante di estrema attualità, la vera Carta – invisibile ai più – sottostante lo Stato di diritto italiano, le istituzioni della democrazia rappresentativa e la Repubblica parlamentare nata dalle ceneri del fascismo. Dobbiamo dunque essergli grati. Si è trattato di un ritrovamento archeologico, fortuito quanto si vuole ma fondamentale, che ci permette di meglio decifrare non pochi avvenimenti contemporanei. Un grazie allora anche a Ireneo che lo ha reso di pubblico dominio.

         Qui di seguito presentiamo ai lettori di Faremondo alcune riflessioni che ci sono state suggerite dalla lettura di questa eccezionale documentazione, la cui importanza non sfuggirà di sicuro a nessuno. D’altro canto, se la Costituzione reale che per decenni ha retto i destini della Repubblica italiana esiste davvero, essa deve aver avuto una sua qualche origine negli avvenimenti del passato. Ed è questo principalmente l’argomento del nostro intervento, insieme del resto alle imposture che vengono ancora oggi propinate all’opinione pubblica nazionale dall’attuale dibattito sulle ragioni del Referendum di dicembre e che qui tentiamo di additare.

La Redazione di Faremondo.

Novembre 2016

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Referendum costituzionale? No, è la Costituzione del capitale. Un pamphlet a cura di Ireneo Corbacci

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Mentre sulla questione del referendum costituzionale del prossimo dicembre sui media dell’italregime imperversa uno spregevolissimo e depistante dibattito fra belve storiche e grandi commessi dell’establishment dominante,  esce in libreria, per i tipi di Zambon Editore, un pamphlet ideato e curato da un nostro giovane collaboratore, Ireneo Corbacci.

Grazie ad Alfredo, un suo amico che casualmente lo ha rinvenuto fra gli stand in rovina dell’Expo, il nostro Ireneo è venuto in possesso di un manoscritto che contiene un testo costituzionale ben più radicale ed esplicito rispetto a quello ridisegnato dal decreto Boschi: una versione dello stesso probabilmente destinata a circolare in cerchie ristrettissime fra i dominanti che da decenni stanno conducendo su vari fronti una guerra ibrida e manipolativa contro la società italiana.

Si tratta, come giustamente fa notare Corbacci, di una vera e propria Costituzione del capitale, di una legge fondamentale che certamente personaggi come Monti, Napolitano, D’Alema, Scalfari, Cacciari, Travaglio e simili (l’elenco potrebbe continuare per pagine…) in cuor loro sottoscriverebbero con entusiasmo più che sincero, anche se potrebbero magari ritenere opportuno imporre, in questa fase, il silenzio ai loro media e la non esposizione del testo alla pubblica opinione.

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