Uno de los medios más eficaces para que las cosas no cambien nunca por dentro es renovarlas – o removerlas – constantemente por fuera.
Juan de Mairena
In esclusiva universaleFaremondo intervista Platone sulla crisi greca
- (F.) Dunque, Maestro, ci racconti come andò quando i Greci assaltarono la borsa di Atene...
- (P.) Successe un fatto strano: qualcuno li illuse che là dentro vi fosse il Tempio del Denaro. Lo slogan era: prendiamo il Tempio, contempliamo i movimenti del Denaro, teniamo per le palle il Potere... Ma si potrebbe essere più stupidi?
Per cominciare: la Borsa di Atene era un luogo squallido, tra mozziconi di sigaretta, bicchieri mezzi pieni abbandonati e computatori urlanti sempre accesi. Giorno e notte non esistevano. I famosi movimenti del Denaro si intuivano vagamente dalle stringhe verdi che passavano sugli schermi. Nulla da contemplare, sia chiaro. E poi Atene sembrava essere soltanto un fugace scalo, un misero porto in cui le navi vuotavano le latrine, un parcheggio comodo per pacchetti certamente destinati altrove. I movimenti del Denaro, quelli veri, portavano sui terminali altri nomi, esotici e no: isole Cayman, San Marino, New York, Dubai, Londra, Città del Vaticano, ecc.
Al che i Greci furono presi dalla depressione. Alcuni di essi costituirono delle squadre di studio e, sequestrati una ventina di grandi operatori di borsa, li sottoposero ad interrogatori-fiume. Non si sa mai – dicevano – che a prenderli fino allo sfinimento qualcuno finisca per spifferare qualche segreto più arcano sul Potere. Sempre alla ricerca di una leva, di una chiave, di uno strumento per... Ma l'uomo che cerca lo strumento per è lui stesso già strumento...
- (F.) Vorremmo sapere tutto di questi interogatori...
- (P.) Mi versi prima un po' miele su quella scodella di ricotta. Tutto questo odore di Denaro inafferrabile mi disgusta. E si ricordi di una cosa: il delirio di chi pretende di fare il lavoro di Dio non dà mai nemmeno quel mezzo sollievo mentale che infonde una tragedia... Non so se lei, nella sua insaziabile curiosità, può intendere questo: quando si profetizza il Nulla, prima o poi il Nulla si trova, e allora sono dolori perché anche i suoi artefici in carne ed ossa provano un sentimento di ripulsa semplicemente umano... Tutti gli operatori della borsa di Atene confessarono i loro misfatti, le loro truffe e i nomi dei committenti. Ma interrogati sul senso del lavoro di Dio iniziarono a balbettare e sudare. Sudare e balbettare...
- (F.) Cosa li turbava, Maestro?
- (P.) L'avvertimento del Nulla, l'impossibilità di raccontare, la loro deriva sul barcone dei folli. Mi dia quel taccuino: voglio fare una poesia.