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  Breve commento di Marina Minicuci a Il pensiero ermafrodita della scienza e a Il porto delle nebbie
Data
2010-05-28
 
Il pensiero ermafrodita della scienza di Franco Soldani propone una critica al pensiero scientifico occidentale che, ingannevolmente, pretende d'essere oggettivo e indipendente; quindi, agli scienziati che si adoperano per rendersi incomprensibili, evitando così un dibattito su un tema di estrema rilevanza, dalla cui errata comprensione discendono gran parte dei mali della nostra epoca.
Dunque, la scienza si pretende oggettiva in contrapposizione all'imperante conoscenza astratta, slegata dalla realtà, diremmo metafisica in senso dispregiativo. Non è così - ci dimostra Soldani - attraverso un excursus che prende le mosse dai due metodi fondamenti di cui l'uomo (prima ancora che gli scienziati) fa uso per trarre conclusioni riguardo al mondo che ci circonda: l'induzione che - detto sommariamente - è il processo attraverso il quale una sola premessa porta a conclusioni generali su più fenomeni analoghi, e la deduzione, dove più premesse portano a una conclusione.
L'autore ci accompagna poi verso lo smantellamento degli stereotipi che vorrebbero la scienza indipendente da qualsiasi autorità esterna. La dimostrazione, Soldani, la fornisce attraverso una scrupolosa analisi di quello che gli scienziati affermano relativamente alla loro attività, mostrandone contraddizioni, manipolazioni e incongruenze. Scardinando un luogo comune dopo l'altro, ci ritroviamo a constatare come la scienza occidentale sia fortemente legata al modo di produzione capitalistico, che è base ineludibile su cui poggia il ragionamento sul (dis)simulato mondo delle idee nel quale viviamo e che ci incatena a teorie prefabbricate ad hoc per mantenere, in ultima analisi, il controllo delle masse da parte delle classi dominanti.
Operazione di offuscamento, porto delle nebbie, che ha visto il suo ultimo clamoroso episodio nell'11 settembre.
Il porto delle nebbie, appunto, è un'altra interessante pubblicazione di Soldani. Ripercorre i fatti dell'11 settembre che hanno cambiato le nostre vite e (con metodo deduttivo) ci mostra come siano impossibili moltissime delle dichiarazioni ufficiali relative ai fatti; come tali spaventose azioni non siano frutto di folli regimi antidemocratici, ma deliberati intenti di terrorizzare l'opinione pubblica, allo scopo di preparare il terreno per politiche radicalmente liberiste; come e perché le sinistre in tutte le loro declinazioni abbiano prevalentemente avvallato la tesi ufficiale dell'11 settembre e come e perché queste, quando viene infranta la prima linea di difesa dell'informazione ufficiale, si affrettino ad allestirne una seconda, facendo così il gioco di coloro che pretenderebbero di combattere. E infine, naturalmente, come tutto questo impedisca ai più la comprensione e conduca diritti al porto delle nebbie, in un obnubilato avvitarsi su se stessi (plus ça change plus c'est la même chose) che, alla fine, ha il risultato nefasto che è sotto gli occhi di tutti noi.
Mi permetto di aggiungere che, malgrado ciò, forse, chi avesse davvero voglia di capire i fatti dell'11 settembre, avrebbe abbastanza materiale per poterlo fare. In rete, naturalmente, ma non solo. In rete troveremo tutto ciò che stato prodotto dal “movimento” per la verità sull'11 settembre (l'opera di Soldani compresa) e un film straordinario, Zeitgeist, con sottotitoli in italiano, per citare solo ciò che più mi ha colpito. Comprendo che non è facile scandagliare l'enorme mole di dati che la rete offre, per poi verificarli, compararli, metterli insieme e trarne un senso complessivo e un quadro globale. Tuttavia, qualche sospetto che ci induca ad indagare, forse avrebbe potuto farlo nascere anche Fahrenheit 9/11, il film di M. Moore, che ha persino vinto la Palma d'Oro a Cannes nel 2004; o la puntata di Report sull'11 settembre; financo quella di Matrix, su Mediaset. Penso, forse con eccesso di ottimismo, che la realtà dei fatti da qualche parte filtri sempre e che i più accorti prendano al volo il bandolo nel tentativo di srotolarne la matassa. Ma per i più, relativamente a fatti così sconvolgenti, esiste una resistenza troppo forte ad accettare ciò che per la nostra formazione è l'inaccettabile.
Il fatto, ormai incontrovertibile, è che la realtà dei fatti dell'11 settembre non è quella che la versione ufficiale ci ha raccontato. Dunque, cosa è successo veramente? Questo lo possiamo dedurre con buona approssimazione, e leggendo Soldani possiamo farci un'idea abbastanza precisa di quello che non può essere successo che è quasi tutto quello che è stato dichiarato essere accaduto. I dettagli e i retroscena saranno noti alle prossime generazioni, com'è già stato per molti “misteri” italiani e non. Intanto, se qualcuno volesse tentare di migrare dal ruolo di suddito manipolato e inconsapevolmente complice di questo sistema criminale, sa perlomeno da dove cominciare a muovere i primi passi.