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Scritture... Per immaginare cosa?
Siamo al dunque, genti delle arti e delle lettere. Le scritture che oggi si fanno immaginano cosa?
Se chi scrive non prova nemmeno a farsi questa domanda... farebbe forse meglio a non scrivere alcunché.
Stiamo stroncando le speranze e l'anima espressiva di tutti quanti?
No, è solo che le scritture (e la critica delle forme di questo mondo) sono oggi diventate cruciali e "vitali" come forse non sono state mai (per la specie, s'intende, mica per gli "addetti ai lavori").
Dunque la domanda: ...per immaginare cosa?
La sezione Scritture e critica delle forme è in costruzione. Ma intanto è possibile riflettere: «nella mia mente, c'è posta per me: lei mi manca» (Roberto Di Marco, La donna che non c'è, Pendragon, Bologna, 2005).
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