«Il capitale finanziario al governo»

Si tratta di una riflessione ad ampio raggio in merito al contesto socio-economico e politico italiano e occidentale più in generale. Dalla palude in cui ci fa vivere, concordemente, l’intero ceto politico attuale, alla nascita – tramite una decisione arbitraria, dall’alto, dell’odierno Presidente della Repubblica – di un esecutivo che rappresenta una emanazione diretta del capitale finanziario (CF) Usa, fino alla natura e alle attuali funzioni dei Megamedia (MeMe) nel somministrare alla pubblica opinione dosi crescenti di imposture, il saggio svela che cosa si nasconde dietro e sotto la superficie delle cose.
Si tratta in effetti di un sottile e spesso velo al riparo del quale prendono forma e si realizzano i processi da cui poi emerge la realtà visibile del mondo, quella di cui gli individui societari fanno esperienza ogni giorno attraverso le rappresentazioni fabbricate fornite loro dai MeMe (che le inoculano nella mente dei soggetti senza che questi ultimi possano rendersene conto grazie al regime di monopolio in cui operano). In particolare il CF statunitense si serve dei suoi emissari italiani, formalmente con passaporto patrio ma di fatto al servizio degli interessi Usa, per mantenere il nostro paese nella posizione periferica e marginale che gli è stata assegnata sin dal primo dopoguerra nella struttura gerarchica del CF occidentale, dominata dagli Stati Uniti e dalla Triade europea rappresentata da Gran Bretagna, Francia e Germania.
Nel testo vengono fornite anche alcune prove della stretta alleanza tra l’attuale dimensione planetaria del CF occidentale e il sistema altrettanto globale delle basi militari Usa nel mondo, fatto che a sua volta attesta l’originaria simbiosi tra la macchina bellica statunitense, le corporation giganti del settore manifatturiero e le grandi istituzioni del circuito finanziario internazionale.
Il documento si conclude con alcune indicazioni in merito alle possibili vie d’uscita dalle impasse in cui siamo stati precipitati dalle attuali circostanze, e con una ricostruzione più ampia del quadro complessivo che ha reso possibile, a suo tempo, far emergere il brago in cui ancor oggi ci dibattiamo.

 

ABSTRACT

 

TESTO INTEGRALE

Documento programmatico

Era da tempo che riflettevamo su come dare un segno inedito della nostra presenza e delle nostre idee, iniziative e scritture. Abbiamo infine deciso di far nascere un centro studi. Nelle nostre intenzioni, dovrebbe riprendere il filo spezzato del pensiero critico e riallacciarlo all’immaginazione di un’altra società. In questi tempi, è una scelta di sopravvivenza mentale, prima di ogni altra cosa. Ci auguriamo che col concorso di quanti vi si avvicineranno possa diventare una vera e propria scuola di dibattito, di confronto fra studiosi e di orientamento differente per i giovani.

A fronte di tanti anni di studi e ricerche, di dibattiti e di conferenze, internazionali e no, di esperienze in rete e fuori della rete, è oggi indispensabile prendere atto del fatto che siamo infine approdati almeno a due sponde dirimenti. A quanto pare, solo strada facendo cresce sotto i nostri piedi il cammino e, infine, si conosce la mèta. La prima sponda: è sotto i nostri occhi l’inganno perpetrato ai nostri danni da tutta la cultura ufficiale, pregressa e soprattutto odierna, dell’Occidente, del movimento operaio moderno e perfino dal marxismo storicamente esistito, una temibile Triplice ideologica che è assolutamente necessario abbandonare al suo muto destino. La seconda sponda: per nostra fortuna, siamo giunti anche alla definizione di una serie di nuovi concetti che ci mettono in grado di guardare con occhi diversi al mondo attuale e quanto meno di avviare un’analisi del capitale, della sua società e della formazione capitalistica mondiale completamente diversa rispetto al passato.

Quando si avvia un’impresa simile, è inutile fare sfoggio di falsa modestia. Del resto, è meglio rischiare di essere tacciati di supponenza che ignorare o sottacere lo stato delle cose. D’altro canto, si parva licet, la proverbiale, multipla arroganza della scienza odierna, la macchina intellettuale più potente delle società contemporanee, fa letteralmente impallidire i nostri ben più modesti intenti.

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