«Stereotipi letali»

Siamo lieti di presentare in versione integrale il nuovo scritto di Franco Soldani: Stereotipi letali. Il vecchio Pci e la scienza (Aprile 2014). È da considerarsi quale ideale prosecuzione del lavoro svolto da Aldrovandi in Friendly Fire, testo di cui abbiamo pubblicato degli ampi estratti qui sul sito del Centro Studi Mairena.


Per farsi un’idea generale del contenuto del volume, eccone l’Indice:

Introduzione
1. Le carte truccate del materialismo dialettico (MD)
2. Una soap opera filosofica
3. Gli scheletri nell’armadio del MD
4. La complessa eredità di Marx
5. L’apologia della scienza e del capitale da parte del Pci
6. La scuola di Geymonat e l’ideologia del Pci: un matrimonio d’interessi
7. Marcello Cini: l’alternativa allo scientismo del Pci e i suoi limiti
8. Benvenuto futuro!

E sul sito di «Faremondo» è possibile leggere una presentazione del volume, a firma di Juan Alberto Guerrero Della Malta.

Estratti da «Friendly Fire»

A distanza di tempo dall’ultima volta, proponiamo, in anteprima, ampi estratti da un nuovo scritto di Aurelio M. Aldrovandi: «Friendly Fire. Il sequestro Moro come false flag operation orchestrata dagli USA» (Faremondo, 2014).

È possibile leggere in anteprima diversi capitoli del libro, evidenziati in giallo nell’Indice.

È possibile ordinare il libro nella sua versione integrale, scrivendo a: redazionef@faremondo.org o edizionif@faremondo.org.

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«La chiave segreta del mondo»

Proponiamo qui un importante scritto inviatoci di recente, quale contributo alla discussione del Centro studi Juan de Mairena, da Aurelio Macedonio Aldrovandi. Studioso spagnolo di chiare origini italiane,  Aldrovandi ci mette davanti a pagine di rara lucidità espositiva e ad un’intera costellazione di finissime, cruciali argomentazioni critiche ed interpretative.

Con lui,  nel corso degli ultimi mesi è maturato un rapporto di alta e rara collaborazione intellettuale su questioni che tutti riteniamo dirimenti:
a) una differente lettura dell’universo naturale e della specie umana quale sua (completamente interna) personificazione;
b) un’ulteriore, articolata riflessione sulla scienza contemporanea tutta rivolta, sulla scia dei testi di Franco Soldani, a squarciare gli altri mille (e più) veli posti a schermo della sua più intima natura, del suo più sottile inganno e della sua simbiosi arcana con il capitale e la teologia;
c) un’originale visione, coerente con le premesse poste nei punti precedenti, in grado di spiegare diversamente: la natura della conoscenza (in tutte le sue “partizioni” ufficiali, d’origine accademica o no) nella società messa in forma dal capitale quale principio determinante; e il ruolo degli odierni apparati globali di propaganda del Potere il cui apice è costituito dai Megamedia.

Un solo augurio: fate buona, paziente e ridente lettura, nella speranza che essa alimenti la discussione futura fra noi.

«Aforismi italiani del Barchi»

Ecco la prima edizione integrale degli «Aforsimi italiani del Barchi», di cui avevamo pubblicato alcuni estratti.

Dalla Premessa:

Nella società dove il capitale è il principio determinante in divenire – vieppiù sinistro – per tutto il vivente, non esiste (e forse non è mai esistita nemmeno prima, sotto l’impero di altri principi), una “via maestra” – “logica”,“razionale”, di “buon senso” e almeno un po’ rassicurante – per tentare di costruire l’immaginazione di una società differente. Nel concreto, qui ci si trova senz’altro dentro un mare aperto e senza riva, indefinitamente periglioso, infiltrato da migliaia di agenzie dedite al brutto e al nefando. E accade spesso che, appena si pensa di aver “compreso qualcosa“ delle sue correnti profonde, occorre disporsi invece di nuovo a non capire, a ridubitare d’ogni idea e relazione in un’atmosfera comunicativa ben più che ostile e, in ogni caso, matrice velenosissima della nostra presente catastrofe. Già sappiamo, del resto, che se talvolta ci si fa trovare impreparati a queste “altezze nell’oscurità”, l’inganno più sottile malignamente si reinfiltra nella nostra mente e in modo inedito ancora ci confonde secondo i suoi temibili principi di logica versatile. Così è nel “concreto” e “quotidiano” di tutti ad ogni latitudine, anche se non ci pare e non ci piace riconoscerlo.

[…]

A mio avviso, in queste condizioni planetarie inedite ed invero già estreme per la vita, non possono essere l’usuale scrittura “narrativa” e la classica forma-saggio – anch’esse peraltro convenzioni fissate tramite mille legacci astuti al pensiero dominante – le sole lucerne a portata di mano da accendere per guidarci sulla via dell’immaginazione; ovvero le “chiavi” e, se si vuole, le “riserve di lampi” non ancora ben esplorate che possono aiutarci nel tentativo di scorgere altri orizzonti.

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Estratti dagli «Aforismi italiani del Barchi»

Gli aforismi e i testi diversi che seguono, primi estratti da un’opera in via di lieve facimento respiratorio, raccontano in modo erratico, un po’ per stralunata tempesta di lampi e qua e là per fragore di riso, le miserie distintive, gli inganni e la catastrofe attuale – insieme circolare e irredimibile – di questa cultura fattasi mondo. L’obiettivo è tuttavia sempre lo stesso, qui come negli altri contributi del Centro studi Juan de Mairena: cercare un diverso modo immaginativo e relazionale per fare mondo, il che vuol dire porsi nella condizione societaria più concreta per uscire fuori da questa catastrofe che ha per sua natura – a differenza di quelle vissute nel passato, prima del capitale quale principio determinante – il potere storicamente inedito di travolgerci a mo’ di novella estinzione di massa coinvolgente per certo l’intera specie umana insieme ad un numero difficilmente precisabile ma comunque grande di altre specie viventi.

Continua a leggere gli estratti dagli Aforismi italiani del Barchi.