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Proposta minima per una comunità di ricerca

Galileo studia

Presentiamo al lettore questo documento di Juan Alberto Guerrero Della Malta perché crediamo che sia importante in questi tempi confusi, dominati dalla strategia del caos dei dominanti. Vi si delinea infatti a chiare lettere un programma di ricerca del tutto incompatibile con i mille stereotipi che affollano lo spazio sociale e rendono impossibile anche solo immaginare, per non dire realizzare, una qualche fuoriuscita dalla società del capitale, in prospettiva perlomeno. Il testo si rivolge a tutti coloro che aspirano a pensare con mente differente e in modo originale il mondo in cui la nascita del capitale, a suo tempo, ci ha precipitati e nel quale ancora oggi ci dibattiamo, in attesa di liberarcene prima o poi.

 

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La natura occidentale del terrorismo

 

Mercenario battagliatripoli7

Una lettura alternativa dei fatti di Parigi, della vera natura dell’Isis e delle forze che agiscono dietro le quinte sia per loro scopi geopolitici globali, sia per trasformare le società europee e il loro quadro politico-istituzionale. Il terrorismo fabbricato dallo stesso Occidente come arma della sua politica estera e della sua politica interna, come arma insieme mediatica e militare delle sue strategie economiche internazionali.

 

 

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Le strategie dell’inganno e le sue metamorfosi

gramsci, meditate

È uscito sul Centro Studi Juan de Mairena un nuovo intervento di Franco Soldani sui recenti fatti di Parigi e il caso Charlie Hebdo. Un suo primo articolo era stato postato sul sito www.controinformazione.info del 21 gennaio scorso: Il vero volto dietro la maschera. La natura occidentale del terrorismo. Franco Soldani ritorna ora sull’argomento con un saggio più corposo, intitolato Le strategie dell’inganno e le sue metamorfosi.

Lo fa perché ancora oggi le interpretazioni correnti della cosiddetta “opposizione” politica alla logica del sistema (marxista, “di sinistra”, “antagonista”, ecc.) sia sono una fotocopia delle versioni dei governi occidentali (e non si oppongono dunque proprio a un bel niente), sia perché sono perciò una spiegazione che non spiega nulla, sia perché fuorviano soltanto l’ignaro loro lettore, sia perché in ultimo, per tutte queste ragioni, sono solo in alleanza attiva con i dominanti.

Sarebbe vano aspettarsi da queste letture contraddittorie della società, un ricalco delle veline distribuite, tramite i Megamedia, dalle classi dirigenti del capitale d’altra parte, una qualche spiegazione sensata sia di quello che è successo in Francia un mese fa, sia delle nuove strategie dell’inganno a danno delle moltitudini planetarie mandate ad effetto dal potere, sia ancor meno dell’attuale ordine del mondo e della effettiva natura dell’imperialismo odierno.

Proprio perché tanto non sanno niente di queste cose, quanto depistano soltanto chi li legge, questi soggetti e il variopinto arcipelago di cui fanno parte dovevano essere presi in esame in maniera accurata per poter essere smentiti e perché fosse possibile additarne l’indole reale. Precisamente ciò che Soldani ha cercato di fare, testi e prove alla mano, nel saggio pubblicato sul nostro Centro Studi. Va e vedi, se vuoi conoscere, diceva il poeta. Lasciamo perciò volentieri ai nostri lettori l’ultimo giudizio.

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Scienza e antiscienza

Disegno doppioPubblichiamo qui di seguito un articolo di Franco Soldani sulla natura più intima della scienza, poco nota al grande pubblico che viene nutrito pressoché esclusivamente di stereotipi. Lo scritto ha preso le mosse da un post di Francesco Zanotti che si può leggere sul suo blog: http://balbettantipoietici.blogspot.it/. Partendo dalle sue considerazioni in merito ad un articolo sul Corriere della sera del biologo italiano Edoardo Boncinelli che rendeva omaggio al fisico Tullio Regge, scomparso recentemente, il saggio di Franco Soldani coglie l’occasione per mettere a punto alcune riflessioni sulla scienza odierna e portare alla luce tutto quello che di solito viene accuratamente taciuto e apertamente ignorato da tutti i grandi tenori della cultura occidentale quando si parla di conoscenza scientifica.

 

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Stereotipi letali. Il vecchio Pci e la scienza di Franco Soldani

Juan Alberto Guerrero Della Malta, professore emerito di storia della scienza e teologia, Università di Rosario, Argentina, ci ha inviato questa breve presentazione a Stereotipi letali. Il vecchio Pci e la scienza di Franco Soldani. Volentieri la pubblichiamo con l’invito a leggere il testo nella sezione dedicata al Centro studi Juan de Mairena.

 

my-favourite-comm_-on-telephoneGli studiosi italiani e i lettori acculturati non cognitivamente prevenuti dovrebbero essere molto grati a Franco Soldani per averci reso disponibile questo argomentato pamphlet.

Nessuno finora, per quel che ne so, aveva mai affrontato il tema della (auto)dissoluzione del Pci accedendo alle segrete stanze del sostrato filosofico e della visione della scienza che fornirono la culla ad una teoria politica straordinariamente camaleontica e longeva: dagli anni della Terza Internazionale alla parabola di Togliatti, da Longo a Berlinguer e oltre… Fino alla pilotata, cattiva imbalsamazione del cadavere i cui miasmi (in sembianze d’Occhetto, D’Alema, Veltroni, Fassino, ecc.) ammorbano l’aere italico ancora oggi e lo faranno chissà fino a quando (sotto le vesti di Napolitano, Violante, Epifani e simili, pericolosi avatar e mandanti degli attuali feticci straccioni alla Renzi).

Tutta gente – la classe dirigente del Pci – che invero nulla poteva sapere della scienza: gente che prendeva consigli da “epistemologi” e “filosofi” adusi a rimasticare ad libitum le carte truccate in partenza del materialismo dialettico senza peraltro degnarsi di andare a vedere le interne vicende della scienza e degli uomini che la facevano…

Ne venne fuori una costruzione teorica e politica ben poco grandiosa e nemmeno coerente, infarcita di stereotipi che alla lunga si sarebbero appunto dimostrati letali. E letali essi sarebbero stati comunque, anche in assenza di quinte colonne all’interno del gruppo dirigente del partito – quinte colonne che invece ben operarono (Amendola a Napolitano furono solo i volti più noti) sul piano interno e geo-politico internazionale, contribuendo al deragliamento mentale delle masse che seguivano il treno e alla trasformazione dell’apparato in un OGM spocchioso e pidocchioso, fervente realizzatore dell’affossamento del mio amato paese d’origine.

Per me, che vivo di lieta vecchiaia nella provincia argentina di Rosario e seguo con crescente apprensione mista a schifìo le vicende italiane, questo libro di Franco Soldani va senz’altro letto in tandem con lo studio di Aurelio Macedonio Aldrovandi intitolato Friendly Fire. Il sequestro Moro come false flag operation orchestrata dagli Usa: fuori dai livelli degli straccioni, siamo essi storici o giornalisti, chi umilmente vuol comprendere l’ineluttabile tramonto del Pci parte senz’altro dall’analisi delle tare originarie di tipo teorico (materialismo ontologico, apologia della scienza e del capitale su tutte), ma riconosce anche senza tentennamenti il canto del corvo che risuonò per tutto il partito durante l’affaire Moro portandolo nel giro di pochi anni al collasso su tutti gli altri piani.

Ero in Italia e a Roma, in quei mesi, come inviato dell’allora centro culturale Bernardino Rivadavia di Rosario, e ricordo con particolare orrore le frenetiche scorrerie mortifere e sottobanco del favourite communist di Henri Kissinger, l’attuale bispresidente della Repubblica: la sua scellerata (e berlingueriana) “linea della fermezza” di allora faceva il paio con la sua ignobile stroncatura, operata alcuni anni prima, dell’unico tentativo di revisione della “linea del Pci sulla scienza”, quello agito dal fisico Marcello Cini…

Se oggi possiamo dire, anche a questo proposito, che molto “si tiene” e un poco abbiamo compreso, lo dobbiamo soprattutto a contributi come questo di Franco Soldani, che vi invito a leggere e glossare per augurabili discussioni da fare (magari) durante la mia prossima venuta in Italia (marzo 2015).

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