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La natura occidentale del terrorismo

 

Mercenario battagliatripoli7

Una lettura alternativa dei fatti di Parigi, della vera natura dell’Isis e delle forze che agiscono dietro le quinte sia per loro scopi geopolitici globali, sia per trasformare le società europee e il loro quadro politico-istituzionale. Il terrorismo fabbricato dallo stesso Occidente come arma della sua politica estera e della sua politica interna, come arma insieme mediatica e militare delle sue strategie economiche internazionali.

 

 

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Le strategie dell’inganno e le sue metamorfosi

gramsci, meditate

È uscito sul Centro Studi Juan de Mairena un nuovo intervento di Franco Soldani sui recenti fatti di Parigi e il caso Charlie Hebdo. Un suo primo articolo era stato postato sul sito www.controinformazione.info del 21 gennaio scorso: Il vero volto dietro la maschera. La natura occidentale del terrorismo. Franco Soldani ritorna ora sull’argomento con un saggio più corposo, intitolato Le strategie dell’inganno e le sue metamorfosi.

Lo fa perché ancora oggi le interpretazioni correnti della cosiddetta “opposizione” politica alla logica del sistema (marxista, “di sinistra”, “antagonista”, ecc.) sia sono una fotocopia delle versioni dei governi occidentali (e non si oppongono dunque proprio a un bel niente), sia perché sono perciò una spiegazione che non spiega nulla, sia perché fuorviano soltanto l’ignaro loro lettore, sia perché in ultimo, per tutte queste ragioni, sono solo in alleanza attiva con i dominanti.

Sarebbe vano aspettarsi da queste letture contraddittorie della società, un ricalco delle veline distribuite, tramite i Megamedia, dalle classi dirigenti del capitale d’altra parte, una qualche spiegazione sensata sia di quello che è successo in Francia un mese fa, sia delle nuove strategie dell’inganno a danno delle moltitudini planetarie mandate ad effetto dal potere, sia ancor meno dell’attuale ordine del mondo e della effettiva natura dell’imperialismo odierno.

Proprio perché tanto non sanno niente di queste cose, quanto depistano soltanto chi li legge, questi soggetti e il variopinto arcipelago di cui fanno parte dovevano essere presi in esame in maniera accurata per poter essere smentiti e perché fosse possibile additarne l’indole reale. Precisamente ciò che Soldani ha cercato di fare, testi e prove alla mano, nel saggio pubblicato sul nostro Centro Studi. Va e vedi, se vuoi conoscere, diceva il poeta. Lasciamo perciò volentieri ai nostri lettori l’ultimo giudizio.

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Scienza e antiscienza

Disegno doppioPubblichiamo qui di seguito un articolo di Franco Soldani sulla natura più intima della scienza, poco nota al grande pubblico che viene nutrito pressoché esclusivamente di stereotipi. Lo scritto ha preso le mosse da un post di Francesco Zanotti che si può leggere sul suo blog: http://balbettantipoietici.blogspot.it/. Partendo dalle sue considerazioni in merito ad un articolo sul Corriere della sera del biologo italiano Edoardo Boncinelli che rendeva omaggio al fisico Tullio Regge, scomparso recentemente, il saggio di Franco Soldani coglie l’occasione per mettere a punto alcune riflessioni sulla scienza odierna e portare alla luce tutto quello che di solito viene accuratamente taciuto e apertamente ignorato da tutti i grandi tenori della cultura occidentale quando si parla di conoscenza scientifica.

 

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Stereotipi letali. Il vecchio Pci e la scienza di Franco Soldani

Juan Alberto Guerrero Della Malta, professore emerito di storia della scienza e teologia, Università di Rosario, Argentina, ci ha inviato questa breve presentazione a Stereotipi letali. Il vecchio Pci e la scienza di Franco Soldani. Volentieri la pubblichiamo con l’invito a leggere il testo nella sezione dedicata al Centro studi Juan de Mairena.

 

my-favourite-comm_-on-telephoneGli studiosi italiani e i lettori acculturati non cognitivamente prevenuti dovrebbero essere molto grati a Franco Soldani per averci reso disponibile questo argomentato pamphlet.

Nessuno finora, per quel che ne so, aveva mai affrontato il tema della (auto)dissoluzione del Pci accedendo alle segrete stanze del sostrato filosofico e della visione della scienza che fornirono la culla ad una teoria politica straordinariamente camaleontica e longeva: dagli anni della Terza Internazionale alla parabola di Togliatti, da Longo a Berlinguer e oltre… Fino alla pilotata, cattiva imbalsamazione del cadavere i cui miasmi (in sembianze d’Occhetto, D’Alema, Veltroni, Fassino, ecc.) ammorbano l’aere italico ancora oggi e lo faranno chissà fino a quando (sotto le vesti di Napolitano, Violante, Epifani e simili, pericolosi avatar e mandanti degli attuali feticci straccioni alla Renzi).

Tutta gente – la classe dirigente del Pci – che invero nulla poteva sapere della scienza: gente che prendeva consigli da “epistemologi” e “filosofi” adusi a rimasticare ad libitum le carte truccate in partenza del materialismo dialettico senza peraltro degnarsi di andare a vedere le interne vicende della scienza e degli uomini che la facevano…

Ne venne fuori una costruzione teorica e politica ben poco grandiosa e nemmeno coerente, infarcita di stereotipi che alla lunga si sarebbero appunto dimostrati letali. E letali essi sarebbero stati comunque, anche in assenza di quinte colonne all’interno del gruppo dirigente del partito – quinte colonne che invece ben operarono (Amendola a Napolitano furono solo i volti più noti) sul piano interno e geo-politico internazionale, contribuendo al deragliamento mentale delle masse che seguivano il treno e alla trasformazione dell’apparato in un OGM spocchioso e pidocchioso, fervente realizzatore dell’affossamento del mio amato paese d’origine.

Per me, che vivo di lieta vecchiaia nella provincia argentina di Rosario e seguo con crescente apprensione mista a schifìo le vicende italiane, questo libro di Franco Soldani va senz’altro letto in tandem con lo studio di Aurelio Macedonio Aldrovandi intitolato Friendly Fire. Il sequestro Moro come false flag operation orchestrata dagli Usa: fuori dai livelli degli straccioni, siamo essi storici o giornalisti, chi umilmente vuol comprendere l’ineluttabile tramonto del Pci parte senz’altro dall’analisi delle tare originarie di tipo teorico (materialismo ontologico, apologia della scienza e del capitale su tutte), ma riconosce anche senza tentennamenti il canto del corvo che risuonò per tutto il partito durante l’affaire Moro portandolo nel giro di pochi anni al collasso su tutti gli altri piani.

Ero in Italia e a Roma, in quei mesi, come inviato dell’allora centro culturale Bernardino Rivadavia di Rosario, e ricordo con particolare orrore le frenetiche scorrerie mortifere e sottobanco del favourite communist di Henri Kissinger, l’attuale bispresidente della Repubblica: la sua scellerata (e berlingueriana) “linea della fermezza” di allora faceva il paio con la sua ignobile stroncatura, operata alcuni anni prima, dell’unico tentativo di revisione della “linea del Pci sulla scienza”, quello agito dal fisico Marcello Cini…

Se oggi possiamo dire, anche a questo proposito, che molto “si tiene” e un poco abbiamo compreso, lo dobbiamo soprattutto a contributi come questo di Franco Soldani, che vi invito a leggere e glossare per augurabili discussioni da fare (magari) durante la mia prossima venuta in Italia (marzo 2015).

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Un nuovo libro sul caso Moro e non solo: Friendly fire

New!

cop_friendly_interno È appena uscita sul sito del Centro studi Juan de Mairena un’ampia sintesi del saggio di Aurelio Macedonio Aldrovandi, Friendly fire. Il sequestro Moro come false flag operation orchestrata dagli USA, Faremondo, Bologna, 2014. Ignorata giustamente da tutti i media italiani per la sua originalità, la ricerca dello studioso italo-spagnolo ci presenta un quadro in parte inedito delle circostanze e dei fatti documentati che si trovano dietro le quinte di uno dei più efferati delitti politici del Novecento e ne spiegano le cause. Il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro è stato un inside job che ha ridotto in cenere lo Stato di diritto italiano e uno spartiacque storico che fa impallidire la ennesima  svolta autoritaria in atto nel nostro paese oggi (portata avanti, si noti la cosa, dal PD: un OGM politico d’importazione statunitense, un’autentica specie monstre, che neanche il dott. Frankenstein sarebbe riuscito a creare nel suo laboratorio di Ingolstadt). Il fatto poi che la Repubblica nata dalla Resistenza sia stata del resto subito resa un colabrodo istituzionale da una serie di eventi, noti e segreti (al tempo, ma emersi in seguito in piena luce), pianificati addirittura sin dal primo dopoguerra e mandati subito ad effetto con la conclusione del conflitto, fa apparire l’attuale difesa della Costituzione da parte di accademici giureconsulti e giornali di presunta opposizione più come l’ennesima operazione politica di una fake opposition che una reale alternativa allo stato di cose esistenti. Se il caso Moro è stato organizzato e gestito dagli USA tramite i loro fiduciari italiani ed europei, attraverso i servizi segreti dello Stato costituzionale e repubblicano e l’attiva collaborazione delle agenzie di intelligence addirittura dell’intero Occidente, inglesi, francesi e tedesche in testa, il suo obiettivo, rivela Aldrovandi, è sempre stato quanto meno duplice.

  1. Innanzitutto, il suo primo scopo è sempre stato la cancellazione del Pci dal panorama politico italiano e internazionale, obiettivo a cui del resto questo partito, trascinato in questo dalla sua stessa logica interna, ha dato paradossalmente un contributo attivo di primo piano attraverso la condotta del suo gruppo dirigente. Si segua nel volume di Aldrovandi la documentata dimostrazione di questo fatto.
  2. In secondo luogo, tramite anche soggetti come Biscaretti di Ruffia, Carlo Azeglio Ciampi, Ferruccio Parri, e uno stuolo di altri personaggi provenienti dalle polizie di Mussolini, dal SIM sabaudo e dalle agenzie NATO infiltrati nelle strutture dello Stato ai vertici delle FFAA e dell’intelligence patria, si era intenzionati anche a liquidare ogni velleità d’indipendenza da parte della colonia italiana rispetto ai suoi nuovi signori e padroni: l’Italia come potenza regionale, paese ponte con il Medio oriente e il mondo arabo, sovranità monetaria, ecc., insomma la difesa degli interessi nazionali, inconcepibile e inammissibile per il dominus geopolitico statunitense. Missione perfettamente compiuta anche in questo caso.

Insieme al chiarimento di queste due dirimenti circostanze, il saggio di Aldrovandi mostra anche quali subliminali tecniche di brainwashing siano state usate dai registi dell’operazione per dissuadere preventivamente – col calvario di Moro, una moderna tragedia in più atti su un palcoscenico all’aria aperta (col suo décor visibile e il suo invisibile backstage), debitamente amplificata dai media del tempo – eventuali nuovi soggetti politici intenzionati a proseguire sulla strada dei loro predecessori. I deterrenti simbolici e letterali a futura memoria usati nel caso Moro, sono stati così efficaci, terrificanti com’erano, che dal quel momento in poi a nessuno – tanto meno ovviamente alla DC di allora, un partito che è sempre stato in definitiva una creatura geopolitica degli Stati Uniti e che non avrebbe dovuto neanche immaginare di poter mettere il bastone tra le ruote alle decisioni dei nuovi dominanti – è più venuto in mente di concepire l’Italia come un paese sovrano. Controversa, discutibile, criticabile quanto si vuole, la ricostruzione di Aldrovandi è comunque una delle poche analisi controcorrente che, oltre a tener conto dei fatti più rilevanti e delle circostanze accertate, disegna anche la più ampia cornice ideologico-politica, in particolare dentro e fuori il Pci, che rese possibile la realizzazione dei disegni USA a danno della sinistra e del movimento operaio dell’epoca, portando alla luce nuovi elementi di verità. Scusate se è poco, avrebbe detto Totò.

Il libro nella sua versione integrale si può ordinare qui: edizionif@faremondo.org oppure scrivendo a redazionef@faremondo.org.

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