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L’operazione economico-finanziaria (e criminale) denominata Covid-19

È appena stata pubblicata una nuova, aggiornata edizione del volume di Franco Soldani, L’operazione economico-finanziaria (e criminale) denominata Covid-19.
Questa ristampa del testo originario, uscito lo scorso giugno con lo stesso titolo, comprende tre nuovi capitoli in cui si dà conto delle nuove analisi emerse nel frattempo a livello internazionale che confutano la “storia ufficiale”, mostrando al lettore il vero volto dell’attuale emergenza.
Si tratta di una documentazione indispensabile, quasi sempre tradotta per la prima volta in italiano, per poter capire appieno dimensione e natura reali della presunta “crisi sanitaria” in cui siamo stati precipitati da un ceto politico irresponsabile al servizio di interessi esteri.
La cosa è tanto più importante, quanto più i Media, privati e pubblici, non fanno altro che censurare attivamente le prove scientifiche che demoliscono la versione dei diversi governi, impendendo ai cittadini di farsi un’idea più realistica, più corrispondente al vero, dell’attuale situazione.
I Media sono ormai solo una macchina della propaganda e una fabbrica del falso che gira a pieno regime contro gli stessi interessi della società e della popolazione civile, un sistema dell’inganno che sforna in regime di quasi monopolio una sola spiegazione delle cose: quella fornita alla gente dall’autorità politica. Non v’è spazio alcuno per le voci dissidenti e le spiegazioni alternative, per quanto solidamente scientifiche esse siano.
Alla luce anche delle più recenti intenzioni dell’Occidente di dichiarare un altro lockdown nei diversi paesi europei e no, importante diventa prendere coscienza del fatto che le cose non stanno affatto come ci è stato raccontato, né la realtà corrisponde in alcun modo al falso ritratto del mondo propinatoci dagli attuali governanti dell’Occidente.
Un cittadino bene informato è visto come fumo negli occhi dal ceto politico, giacché una persona che conosce la reale natura delle cose non può aver timore di alcunché, se non temere e tenere dunque a distanza le paure seminate a piene mani dalla campagna me®diatica del terrore che ci perseguita dal mese di marzo.
Una persona ben informata ben difficilmente si lascia ingannare da coloro che vorrebbero asservirla ai loro disegni, e soprattutto non ha tema alcuna di guardare la realtà a mente fredda e con occhi nuovi.

Il testo in formato pdf è ordinabile qui al prezzo di 5 euro: edizionif@faremondo.org. (il versamento dell’importo per chi usa la posta può essere fatto, indicando la causale, mediante ricarica della carta postepay n° 5333 1710 2383 3508 intestata a Manuela Zaccheroni). Scriveteci e vi verrà spedito.

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Mascherine per i minori: un crimine contro l’umanità

Abbiamo tradotto qui sotto l’importante articolo della neurologa tedesca dott.ssa Griesz-Brisson. Si tratta di uno scritto fondamentale per tutti gli operatori scolastici – personale ATA, dirigenti e insegnanti in primis delle scuole di ogni ordine e grado – che hanno nelle loro mani la formazione delle nuove generazioni.

Le informazioni scientifiche fornite dall’autrice sono indispensabili per capire i danni biologici provocati da un uso improprio (e persino inutile) delle mascherine in quelle fasce d’età in cui i minori e gli adolescenti si trovano in una fase delicata del loro sviluppo cognitivo e personale.

È pressoché impossibile ignorare i suoi argomenti scientifici e i tremendi pericoli che ci fanno intravedere per i nostri figli. Farlo sarebbe da irresponsabili. Ai docenti come ai dirigenti spetta l’obbligo etico e professionale di tenerne conto, pena il venir meno del loro ruolo di educatori e il divenire complici di provvedimenti scellerati.. Ai genitori spetta il dovere di proteggere i loro figli, chiedendo la revoca immediata di misure restrittive la cui natura criminale è pari solo ai danni biologici permanenti che sono in grado di provocare.

Margareta Griesz-Brisson, Le mascherine per il Covid-19 sono un crimine contro l’umanità e un abuso nei confronti dei minori

[Titolo originale: Covid-19 masks are a crime against humanity and child abuse], articolo dell’8 ottobre 2020, in www.globalresearch.ca.

 [Traduzione a cura della redazione di Faremondo. I grassetti sono nostri]

Respirare di nuovo l’aria che espiriamo creerà senza alcun dubbio una carenza di ossigeno e per contro una concentrazione di anidride carbonica nel nostro organismo. Sappiamo che il cervello umano è molto sensibile nei confronti di ogni privazione di ossigeno. Nell’ippocampo esistono ad esempio cellule nervose che non possono resistere per più di tre minuti senza ossigeno – semplicemente non possono sopravvivere.

Le prime gravi avvertenze sintomatiche sono date da mal di testa, sonnolenza, capogiri, problemi nella concentrazione, rallentamento del tempo di reazione – tutte reazioni del nostro sistema cognitivo.

Tuttavia, quando si ha una cronica privazione di ossigeno, tutti questi sintomi scompaiono, perché ci siamo abituati a tale condizione. Per contro, il nostro rendimento rimarrà comunque compromesso e la carenza di ossigeno nel nostro cervello continuerà a fare progressi. Sappiamo infatti che le patologie neurodegenerative impiegano decenni per svilupparsi, così se oggi dimentichiamo il nostro numero telefonico, la défaillance del nostro cervello potrebbe essere iniziata 20 o 30 anni prima. Mentre pensiamo di esserci abituati ad indossare le mascherine e a respirare di nuovo le nostre esalazioni, i processi degenerativi sviluppatisi nel nostro cervello si amplificano nella stessa misura in cui continua la privazione di ossigeno.

Il secondo problema è dato dal fatto che le cellule nervose nel nostro cervello non sono in grado di dividersi normalmente quando vengono private di ossigeno. Così, persino nel caso in cui i nostri governi, tra qualche mese, volessero generosamente permetterci di liberarci delle mascherine e di tornare a respirare ossigeno liberamente, le cellule nervose perdute non verranno in alcun modo rigenerate. Ciò che si è perso, è perso per sempre.

Personalmente non indosso alcuna mascherina, perché devo lasciare che il mio cervello pensi liberamente. Devo infatti avere mente lucida quando visito i miei pazienti e non posso trovarmi una sorta di anestesia indotta dall’anidride carbonica.

Non esiste alcun immotivata esenzione medica per le mascherine, giacché la privazione di ossigeno è estremamente pericolosa per ogni singolo cervello. Deve essere la libera decisione di ogni singolo essere umano quella di indossare una mascherina che è assolutamente inutile per proteggerci da un virus.

Per bambini e adolescenti, le mascherine sono assolutamente un tabù. Bambini e adolescenti hanno infatti un sistema immunitario estremamente attivo e adattivo e abbisognano di una continua interazione con il microbioma del pianeta. D’altronde, anche il loro cervello è incredibilmente attivo, giacché in tale fascia d’età ha ancora molto da apprendere. Il cervello dei minori o dei giovani è assetato di ossigeno, giacché quanto più un organo è metabolico, tanto più ossigeno gli è necessario, e nei bambini e negli adolescenti ogni organo è metabolicamente attivo.

Privare di ossigeno il cervello di un bambino o di un adolescente, o limitarlo in qualunque maniera, non è solo pericoloso per la loro salute: è assolutamente criminale. Ogni carenza di ossigeno inibisce infatti lo sviluppo del cervello e i danni che eventualmente si fossero sviluppati come risultato di tale privazione NON POTREBBERO più essere modificati.

I bambini hanno bisogno di un cervello sano per apprendere e per contro il loro cervello necessita di ossigeno per poter funzionare. Non c’è bisogno di alcuno studio clinico per capire questo fatto. Si tratta infatti di semplice, indiscutibile fisiologia. Una carenza indotta di ossigeno, voluta e consapevole, è assolutamente un deliberato azzardo per la salute e un’assoluta controindicazione medica.

Un’assoluta controindicazione media in medicina significa che un dato farmaco, una data terapia, un dato metodo o un dato provvedimento non deve essere usatonon è ammesso alcun suo uso. Dovevano esserci definite ed estremamente serie ragioni per obbligare con la forza un’intera popolazione ad usare un’assoluta controindicazione medica, e queste ragioni avrebbero dovuto essere prima presentate a organismi competenti e interdisciplinari per poter essere verificate e autorizzate.

Se nell’arco di un decennio la demenza senile dovesse crescere esponenzialmente e le giovani generazioni non potessero raggiungere il loro naturale potenziale, servirà a poco dire “non c’era alcun bisogno delle mascherine”.

Come avrebbero potuto un veterinario, un fornitore di software, un uomo d’affari, un produttore di auto elettriche e un fisico1 decidere con cognizione di causa in una materia che riguardava la salute di un’intera popolazione? Cari colleghi, per favore, dobbiamo tutti prendere coscienza della realtà.

So infatti quanto dannosa è la privazione d’ossigeno per il cervello, così come lo sa il cardiologo per il cuore e lo pneumologo per i polmoni. La privazione d’ossigeno provoca danni ad ogni singolo organo del nostro corpo.

Dove sono oggi i nostri ministeri della salute, le nostre assicurazioni sanitarie, le nostre associazioni mediche? Sarebbe stato loro dovere schierarsi risolutamente contro ogni lockdown e fermarlo, impedirlo sin dall’inizio. Perché gli ordini dei medici comminano sanzioni ai dottori che rilasciano esenzioni alla gente? È il singolo o il medico che deve seriamente dimostrare che la privazione d’ossigeno è pericolosa per le persone? Che razza di medicina rappresentano i nostri dottori e le nostre associazioni mediche?

Chi è responsabile di questo crimine? Colui che vuole imporlo? Colui che lo lascia accadere e se ne fa complice o il soggetto istituzionale che non lo previene? Non ruota tutto intorno alle mascherine, né intorno ai virus. Ancora meno di sicuro concerne la nostra salute. La posta in gioco è molto, molto più alta. Personalmente non sono della partita e non ho alcun timore. L’imperativo attuale è la responsabilità personale».

1 L’autrice si riferisce qui ai membri della task force incaricata dal governo tedesco della Merkel di fronteggiare l’epidemia. Sui nomi di questi soggetti e le loro figure professionali si veda F. Soldani, L’operazione economico-finanziaria (e criminale) denominata Covid-19. Un 11 settembre mondiale mascherato da pandemia, Faremondo, Bologna, 2020, pp. 483 e sgg.

Breve nota sull’autrice

La dott.ssa Margareta Griesz-Brisson è una consulente leader in neurologia in Europa e risiede a Londra. È il direttore medico della London Neurology & Pain Clinic. È specializzata in neurologia, rigenerazione neuronale, tossicologia neuronale, medicina ambientale e terapia del dolore. La dott.ssa Griesz-Brisson è membro dell’American Academy of Neurology, della European Federation of Neurological Societies e della European Academy of Environmental Medicine. Lavora inoltre come esperta di medicina legale in Gran Bretagna, Norvegia e Germania.

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“Lei la pagherà cara”. Il nostro ultimo libro sul “caso Moro”

Col sottotitolo Cabina di regia Usa, Vaticano e apparati di Stato dietro l’affare Moro, “Lei la pagherà cara” (Edizioni Pendragon, Bologna, 380 pagine) è il secondo volume che noi di Faremondo dedichiamo ad uno dei tornanti decisivi della storia contemporanea del nostro paese: in precedenza (2014), ci eravamo già occupati di questi ed altri aspetti dirimenti dell’operazione Moro attraverso lo scritto di un nostro collaboratore tanto prezioso quanto schivo ad apparire: Aurelio Macedonio Aldrovandi, il cui studio (353 pagine) venne allora pubblicato a nostra cura col titolo Friendly fire. Il sequestro Moro come false flag operation orchestrata dagli USA.

Nel 2019, appena doppiato il quarantennale dell’agguato militare di via Fani, ulteriori infauste vicende (in primis la parabola e gli esiti nefandi dell’ultima “commissione d’inchiesta” parlamentare), diverse importanti acquisizioni documentali e nuove ricerche di rilievo uscite nel frattempo, ci hanno spinto a rivolgere nuovamente lo sguardo verso questa cospicua e crucialissima parte del nostro presente su cui i mainstream media continuano a stendere pesanti inganni, false bandiere e plurimi veli di silenzio…

Non a caso la nostra disgraziatissima penisola era e rimane per i dominanti un laboratorio di manipolazione politica di prima grandezza a livello planetario. Per questo, nello scorrere dei decenni, dentro questo tipo specifico di presente l’affare Moro si conferma sempre più nitidamente quale vero pivot ineludibile e “punto più alto” di tutte le strategie psicologiche, politiche e criminali messe in campo a danno delle italiche genti dall’intero establishment (occidentale), con tutto il suo nutrito stuolo di perpetratori, la gerarchia dei suoi agenti, le schiere dei fiancheggiatori e degli esecutori ai vari livelli: un affare oggi più attuale e più significativo che mai, a riprova, se ce ne fosse ancora bisogno, della longeva continuità dei disegni di potere dei dominanti di allora e di oggi, uniti in profondo dal loro “essere” funzionari del capitale.

Ad inizio 2020, proprio mentre stavamo mettendo in programma una serie di presentazioni del libro in diverse città, una rinnovata cabina di regia degli stessi dominanti ha preso a muovere i suoi innumerevoli asset subordinati sparsi per il mondo, inscenando le prime stanze della cosiddetta pandemia e promuovendo la prima incarcerazione domiciliare su scala globale che la storia della specie ricordi.

Saltate o congelate sine die le presentazioni del volume, ci siamo impegnati per mesi nell’analisi dei fatti e nella decifrazione degli eventi di quello che, mano a mano che si srotolano i papiri dell’agenda dei dominanti, si rivela essere, dopo e oltre l’11 settembre 2001, un inedito azzardo di portata planetaria volto alla risistemazione globale del mondo secondo i desiderata dei funzionari del capitale.

In una temperie di specie come questa, ci siamo detti,  un nostro rinnovato e ancor meglio consapevole ritorno di attenzione sul “caso Moro” non potrebbe mai essere vissuto come un’operazione di depistaggio intellettuale. Τutto il contrario, semmai, se è vero come è vero, in profondità, che il pulviscolo di senso fatto alzare durante il sequestro dell’esponente democristiano (ma già in aria all’epoca dell’assassinio di J.F. Kennedy), è, pur nella differenza di scala fra gli eventi, fatto esso stesso della medesima grana di quello fatto spargere su Manhattan la mattina dell’11 settembre, che a sua volta è il diretto antecedente storico di quello attuale seminato in aria col nome di “nuovo coronavirus”.

Qui di seguito ci permettiamo quindi di proporre per la prima volta all’attenzione dei frequentatori del nostro sito-rivista una breve traccia che dia almeno una sommaria idea dei contenuti del volume, che può essere ordinato tanto sul sito dell’editore (www.pendragon.it) quanto sui portali di vendita dedicati.

«Lei la pagherà cara»: questo è il succo del sinistro avvertimento di Kissinger a Moro durante una sua visita negli Stati Uniti del 1974, quando era ministro degli esteri: la politica di avvicinamento al Pci e il recupero parziale di indipendenza da parte dell’Italia, pur sotto l’ombrello Nato e occidentale, son cose che non s’han da fare…

La macchina del “lucido superpotere” (Pecorelli) che porterà al sequestro e all’assassinio di Aldo Moro è già in pista da tempo. Le sue componenti “operative” rispondono ed una mente, a registi made in Usa che hanno a loro completa disposizione i grandi mezzi degli arcana imperii (la rete della loro Intelligence Community, Cia in testa), l’obbedienza cieca dei loro funzionari in loco (i servizi segreti italiani) e la manovalanza fabbricata ad arte (i brigatisti).

Se a questo si aggiungono la fedeltà atlantica di tutti gli apparati dello Stato e la subalternità collaborante dei principali partiti politici (Dc, Pci, Psi), vediamo come nulla sia stato lasciato al caso nell’affare che più di tutte le altre stragi ha impresso il suo marchio funesto sulla storia del nostro paese…

Dalla potenza sterminatrice del commando di professionisti in azione in via Fani – che non fu composto da brigatisti, relegati a comparse dell’agguato – all’esfiltrazione da manuale del sequestrato da via Casale de Bustis, con ogni probabilità via elicottero; dalla permanenza del prigioniero in due location in riva al mare, superprotette e off limit per gli investigatori (Palo Laziale e Fregene), all’epilogo macabro della sua lenta esecuzione maturata nel perimetro di palazzi nobiliari ad alta intensità di intelligence (palazzo Antici-Mattei e palazzo Caetani), da dove la famosa R4 rossa col cadavere di Moro percorse appena 50 metri prima di essere abbandonata in via Caetani…

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Andrà tutto… nella pandemia del capitale (terza puntata)

Ireneo Corbacci

 

Per fare ancora una discussione fra noi su in baita, questa volta ci siamo dovuti inerpicare con le racchette da neve. Ieri la tormenta ci ha portato in poche ore più di mezzo metro di neve, i cartelli dei divieti d’accesso e di assembramento sono volati via, le pattuglie della forestale sono ridiscese a valle. Dal canto loro, i rari militari infreddoliti sono tornati dalla mamma a mangiare i pizzoccheri imbambolati. Siamo davvero soli, chissà perché se n’è andato anche il drone occhiuto. La natura che siamo si abbraccia perciò in noi da se stessa: è tempo propizio alla migliore riflessione d’azione. E’ vero o non è vero che un’entità in apparenza oscura ci sta muovendo guerra con la pandemia?

In una situazione come questa la creazione indubitabilmente scricchiola. Potrebbe essere un bene per la specie: preghiamo per le creature, come non direbbe mai il teologo. Alle prime avvisaglie telluriche ecco il Salvatore nel Mistero che riprende la lena: non poteva proprio tacere il gran mestatore. E noi, condannati ancora a inseguire il loro fare la storia, in base alla legge di Karl Rove e su insistenza dell’Eustachio che si è stampato il suo ultimo storico discorso, ricominciamo proprio dalla sua mossa astutissima.

Siamo davanti ad una tragedia di proporzioni bibliche, argomenta il Salvatore.

La natura è scesa in campo contro gli esseri umani? Il virus è la risposta della natura, come dice il papa col nomignolo del Poverello di Assisi? Magari, sarebbe tutto più facile e più semplice. Invece no: è tutt’altro ed è peggio. L’apocalisse già prevista dagli scrittori biblisti uno stuolo di personaggi un tantino eccentrici riuniti in un mosaico raffazzonato (le cosiddette Sacre scritture o profane censure) da un’accolita di redattori psicotici si riferiva ad un mondo piccolino e relativamente ameno a paragone dell’attuale società mondiale, che non è in essenza il mondo multipolare dei geopolitici ma la società del capitale: la società unica di questa “cosa pensata” che per molti resta un mistero solo perché non appare se non tramite le sue forme.

L’apocalisse di una società come questa – dice Stof – è forse il segno del tramonto della specie, non del solo Occidente, che è già da un pezzo che tramonta, e più tramonta e più non crolla. E la specie – aggiunge il Marulla – è una specie naturale fra altre, o meglio, più naturale delle altre nella distratta fattoria degli animali che il capitale ha inaugurato. Dunque, è la natura stessa che tramonta, perché in una specie si specchiano tutte le altre, identiche maschere cinetiche di se stessa.

Ma figuratevi se il Salvatore nel Mistero può annoverare queste piccole verità fra le sue alte preoccupazioni. Lui deve scongiurare che dalla pandemia inscenata si arrivi alla distruzione della capacità produttiva mondiale, e per questo è disposto a concedere credito illimitato a quelli che dovrebbero costringere ad intensificare il lavoro delle moltitudini già immiserite: lo struggimento grigio di coloro che, evidentemente mal orientati, percepiranno quel credito illimitato sulla loro pelle come debito a vita, meglio di prima non rimborsabile nell’arco della stessa: è natura che uccide natura sotto gli occhi distanti di Dio.

Del resto, ci spiega il Salvatore, siccome una profonda recessione è inevitabile, la distruzione di capacità produttiva sarà, come nelle precedenti guerre, alquanto selettiva: nella distruzione di molti alcuni saranno prontamente ricostruiti e ne usciranno più torreggianti di prima. Quelli che non moriranno di pandemie e di fame saranno più poveri e lavoreranno dalla culla alla tomba, ma nemmeno questo basterà a pagare il debito che lo stato avrà contratto in loro favore.

Tuona il Salvatore: «Il nostro lavoro è divino perché può creare denaro dal nulla. Ma una volta creato qualcuno dovrà impegnarsi a farlo riaffluire verso di noi, che allora al nulla lo innalzeremo Ad Maiorem Dei Gloriam, perché noi siamo soltanto Suoi funzionari, persone o maschere a cui Lui ha donato volontà e coscienza: noi non siamo noi, siamo Lui in persona. Come sono ridicoli certuni fra voi quando fantasticano di un nostro potere proprio alquanto demoniaco mentre noi esistiamo soltanto come Suo Potere».

L’eresia inquisitoria del Salvatore, che potrà stupire solo i sicofanti, sta nell’aver detto che il ruolo specifico dello Stato sarà, in questa situazione, quello di far aumentare il debito pubblico per soccorrere alcuni e affossare meglio i tanti.

L’Eustachio dice che, fallito il decennale whatever it takes monetario i nodi sono venuti al pettine più di prima. Perciò la risposta del Salvatore ha da essere più sfrontata di prima: whatever it takes per indebitare gli stati, incamerare gli ultimi asset rimasti, concentrare le imprese, uniformare le polizie.

«Non mi meraviglio di grande meraviglia» – conclude Stof alla vista di cotanta Babilonia. L’apocalisse di questa società vive di questi mezzucci non propriamente estetici: la pandemia contro gli esseri umani farà da lubrificante per un po’, poi quella natura in rivolta contro di noi rivelerà il suo vero volto e dentro la natura saranno dolori divini. Dio ce ne scampi! Anche perché – cosa invero comicissima – il Dio del Salvatore nel Mistero scamparcene non potrà, essendo Lui trascendente ed avendo Lui dal nulla già creato…

Per tutto avremo allora una bella parola, ma che situazione storicamente inedita sarà? La natura in preda a contrazioni senza possibilità di parto nemmeno prematuro, noi esseri umani imbelli, da tempo esternificati alla natura stessa.

Una natura lasciata (finalmente, in un certo senso!) a se stessa, a curarsi da sola le sue orribili ferite, senza un Dio da cui provenire e senza un nulla ove approdare. «Vi rendete conto?» chiede il Marulla.

«No – rispondo – non credo che possiamo, al momento. Adesso non è nemmeno tempo di rimediare: rimedio non c’è, il rimedio non lo vuole nessuno, ebbe a dire l’Incurante di Pavia. Adesso è tempo di esplorare. La conoscenza, forse, arriverà sulla strada mai presa, se la prenderemo».

Dunque, riordiniamo dal principio: una pandemia del capitale che non proviene da Dio, ma neanche da tutta una specie naturale. Quindi?

Per il Divino Architetto di Ratzinger il problema non sussiste: Lui sapeva tutto e la sua bontà in tutto si manifesta, anche e soprattutto nella nostra sventura. Lui non è partito da noi, non ci ha posto a pietra di paragone della sua infinita lungimiranza: chi di noi, da dentro questa schiatta debole e riottosa, può allora lagnarsi per una pandemia di cui non può comprendere il disegno? Nell’impossibilità di sapere meglio tacere che indulgere nelle grida del cuore: il cardinale di Siviglia è pur sempre un parente prossimo del pontefice emerito.

Anche con la pandemia Lui è partito dal nulla. E già questo è un bel rompicapo per noi. Perché siamo solo noi, al dunque, che questo nulla dobbiamo immaginare. E non siamo naturalmente portati.

Ecco perché il Salvatore nel Mistero ha buon gioco nel promettere gli aiuti di Stato mediante l’indebitamento dello Stato: lui dice che questo denaro si può creare dal nulla, che non costa niente, che servirà a rimettere in moto l’economia e a non perdere posti di lavoro… Lui si finge in ipotesi di immaginare il nulla. Immaginato e dichiarato esistente, da esso trae il denaro per l’intervento dello Stato: il resto seguirà. Come?

«Perdonatemi il fumo – interrompe Stof mentre gira un galletto sulla griglia – ma io da questa pandemia vorrei uscire davvero. Hanno messo lì un Dio, nominato un nulla, procurato un virus planetario, faranno piovere denaro, ecc.: e tutto sarà fatto senza inganno? Anche se volessero, senza inganno non saprebbero farlo!

Perdonate ancora il fumo, fra poco mangeremo. Ma voglio farvi notare qualcosa che il ragionamento del Salvatore lascia in ombra.

C’è un Dio che fa tutto dal nulla ma che è inconoscibile: non è né questo né quello, diceva Meister Eckhart: è nulla, va bene. Infatti il Salvatore subito dopo nomina il nulla. E lo possiede. Possedendolo, da esso trae la pandemia e il fiume di denaro che a Loro serve. Nel mistero, intanto, si è fatta muovere in questo modo la nostra natura, che vorrà dire miliardi di vite indirizzate sulla via che da nulla va a qualcosa che tuttavia conserva la natura del nulla: ma vi pare una forma di conoscenza questa? Eppure ci hanno fondato sopra un mondo materiale e una scienza dalle mille meraviglie… Eppure adesso ci dimostreranno che per il nostro bene l’umanità sarà a più riprese costretta in casa e nella logica della conservazione del nulla dovrà rifarsi una sanità mentale compromessa dall’essersi troppo assembrati fuori casa per qualche milione di anni. Cosicché, quando qualcuno verrà autorizzato a uscire, in osservanza alla nuova legge di natura che quel nulla impone dovrà essere tracciato negli spostamenti, nelle espressioni del viso, nelle strette di mano, negli esercizi fisici e negli eventuali baci.

A che pro, tutto questo? Solo per scongiurare che coscienze un po’ meno devastate di queste possano incamminarsi sulla via del risveglio?».

Intanto il Salvatore ha chiamato gli europei a darsi reciproco conforto e supporto nella causa comune a tutti, medici eroi e scienziati untori, spifferatori di cifre e poeti maledetti dalla distanza. Siamo dentro un paesaggio terroristico costruito nel corso dei millenni: crudele, perfido, spaventevole, smisurato, immane.

Di cosa è fatto sotto le forme fenomeniche?

Di inganno, miracolo e magia, specialmente quando, come oggi, si colora con le tinte della scienza.

E siccome dai primi inganni arcaici è stata formattata negli ingannati una forma mentis adatta alla convalida dell’inganno, oggi risulta quasi impossibile al nostro comune intelletto immaginare in tutta la sua stupidità nichilistica il disegno dei dominanti dell’Occidente, che magari in futuro potranno anche darsi geopoliticamente il cambio. Con chi, con i cinesi? Difficile: la Cina è presa nella morsa dell’economia del “lavoro a buon mercato” (la CLEY). Intanto, il disegno complessivo del capitale si arricchirà di nuove sfumature nella testa di funzionari parvenu: odor di Leviatano che cambia pelle. Il Salvatore ha parlato a modo suo delle maschere del gioco, ma si è ben guardato dallo svelare la natura del gioco tutto mondano che fanno. Per questo ha collocato le maschere in Dio, a noi inconoscibile nei secoli dei secoli.

Il galletto di Stof sembra ormai cotto a puntino: la nostra baita è piena di fumo.

Intoniamo un inno alla libertà di espressione:

oh, pensier negletto

se mai ti ridaremo vita

in una natura bella

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Andrà tutto… nella pandemia del capitale (seconda puntata)

Ireneo Corbacci

 

[…] perché le guerre sono ormai di ogni tipo, insomma, incluso questa della natura contro gli esseri umani […]

Lucia Annunziata in tivù, 22 marzo 2020

Due sere dopo ci ritroviamo, sempre gli stessi amici. Siamo venuti a piedi, questa volta: all’imbocco della carrozzabile che s’inerpica fino al bar hanno messo dei cartelli con su scritto: EMERGENZA COVID-19: VIETATO SCALARE LE MONTAGNE. Non ci resta che calpestare i sentieri coperti dai rovi con in mano il falcetto: da queste parti sono ormai decenni che sulle vie che portano al lampo ci strisciamo la tempie solo fra di noi, quattro gatti e cento pensieri in fiore, come disse l’Incurante di Pavia.

Stof è arrivato prima di noi e rimesta le braci nella stufa. Io porto quattro patate da fare nel camino: patate, perché non vorrei morir dal ridere vedendo un asino mangiare fichi su un vassoio elargito da qualche ente caritatevole o filantropico

Adulti o vaccinati?

L’Eustachio propone la traccia. Con la pandemia procurata, dicono certi pifferai, la natura è entrata in guerra contro gli esseri umani: la sua è una rivolta interiore irrefrenabile, a quanto sembra. Gli uomini, stando fuori di Lei, l’hanno fatta stancare: da ultimo, Lei ci manda il presente virus.

E propone a noi un suo originale raccontino…

Il papa Francesco d’Assisi OGM si è prostrato a tappetino, intimando a tutti di obbedire alle autorità: la natura deve essere proprio furente, urgono ripari e nuovi pipari. Immobile in assetto prono, il pontefice OGM si è poi rivolto al suo Signore Dio che tuttavia men di niente può in questo caso, essendo lui in primis dalla natura estraniato per dottrina ortodossa. Notoriamente scarsino in teologia, BergOGM non ha ben compreso cosa significa la creatio ex nihilo della natura da parte di Dio. Nella sua trascendenza, Egli trae la natura dal nulla e con essa non ha commercio per l’eternità. Allora, se adesso (come sempre del resto) la natura si arrabbia con gli uomini, sono tutti affari degli uomini. Lui non c’entra e non ha senso pregarlo. Ma il vescovo di Roma nel ruolo attivo non si dà pace per questo e, nonostante la querelle in corso con l’altro vegliardo sulla questione del celibato dei preti, telefona proprio a lui, al papa emerito, di lui ben più ferrato in fatto di teologia. «Hai visto com’è inferocita la natura? Hai visto che virus ci ha mandato? Che facciamo se nemmeno Dio, da me pregato, risponde?». Dopo una pausa pesantissima di ventotto secondi, Ratzinger, il ministro di Pietro nel ruolo contemplativo, replica con un fil metallico di voce: «Lascia stare. Non è roba per te. Come diceva quel tale: o siamo uomini o siamo caporali».

Infatti è roba per lui, e lui lo sa. Cosa fa allora il teologo? Comincia a leggere. Ma quando incontra l’ukaz del quotidiano “Repubblica” ha un soprassalto che gli spodesta la papalina… La natura ha prodotto il coronavirus: gli uomini non ci hanno messo becco, sentenzia il foglio sub-dipendente. Ma Ratzinger non ci sta. Chiama un virologo molto vicino al Vaticano, già collaboratore della Pontificia accademia delle scienze…

«Vede, Santità, le posso dire che sono in pochissimi a sapere dove e come è nato per davvero questo virus. E non verranno certo a raccontarlo né a Lei né a me. Si tratta di un virus nuovo, appartiene ai corona virus, che sono una grande famiglia. Anche il comune raffreddore – ci pensi, Santità! – è causato da un corona virus. Non è un virus terribile, non causa troppi morti ma in compenso è estremamente infettivo. Nelle persone sane di norma non dà segni clinici, ma tra coloro che più hanno vissuto, magari abbondantemente impasticcati, specie in presenza di patologie polmonari o di altri acciacchi, può far davvero male. Ma mai da solo, agisce sempre in compagnia. Mi segue, Santità?».

«Sì, sì, la seguo, ma io voglio sapere, e spero che lei intenda bene, se questo virus è naturale, cioè a dire se viene in tutto e per tutto dal Nostro Dio Artefice di Tutto dal Nulla oppure no. Se, cioè, c’è stata la manina umana che ha preso qualcosa creato da Lui e ha fabbricato qualcos’altro».

«Mi perdoni, Santità, io sono un umile virologo e comprendo come posso le cose di quaggiù. Una volta ascoltai un filosofo, allievo perduto di non ricordo chi, che usava una strana espressione come fosse uno scovolino da denti…».

«Quale espressione, nel nome di Dio?».

«Dio ossia la natura».

«Ah, il cane, l’ennesimo gran cane» – prorompe il papa emerito alzando impercettibilmente il ciglio destro speculativo.

«Santità, non volevo provocare in lei alterazione. Quel filosofo usava certi paroloni, ma io nel mio umile ufficio capisco solo questo: che Dio l’Altissimo e Onnipotente fa tutto il Bene che vuole ma sempre avendo qualcosa in mano e qualcosa in testa, altrimenti… Voglio dire che se questo virus l’ha messo in giro Lui l’ha fatto per il nostro bene, a noi imperscrutabile s’intende, modificando altri virus che giravano già. Sa, ce ne sono miliardi e miliardi, buoni e cattivi, non è che uno come Lui faccia fatica a reperirli».

«Lei non comprende: Dio non trova nulla nel nulla, Dio crea tutto, anche i virus, dal nulla. Quindi la sua sua ipotesi cade. Mi dica piuttosto dell’ipotesi di un intervento solo umano».

«Ah, qui il discorso si fa più lungo, anche se tutto è più semplice, Santità. Nel 2014, quando in Africa ci fu l’epidemia dell’Ebola, uno scienziato liberiano fece degli studi approfonditi e arrivò alla conclusione che il virus era stato ingegnerizzato in laboratori del Pentagono. Ingegnerizzato per noi virologi vuol dire cambiato, modificato da qualcosa di virale preesistente. Non possiamo creare niente di nuovo dal nulla, Santità, ma manipolare qualcosa sì: un po’ come dei maghi che, quando sono bravi, fanno il gioco di prestigio e riescono a nascondere il trucco che fanno al virus, ma non possono farlo senza il virus… Poi ne fanno magari anche delle varianti che vengono messe in circolazione e sembrano indipendenti dal giochino iniziale, ma non lo sono! Questo può fare la mano umana. Lei è anche uomo di mondo, Santità, quindi capirà che se da un lato non posso gestire un impero finanziario con le sole avemarie, dall’altro non posso nemmeno provare a vincere una guerra con la Cina soltanto alzando i dazi. Se voglio muovere guerra devo mettere in difficoltà e, soprattutto, confondere l’avversario: ecco allora che un virus ben manipolato può portarmi in breve tempo più risultati di qualsiasi altra mossa fatta con qualsiasi altra arma. E il bello è che il virus lo posso usare nelle sue diverse varianti in tante aree del pianeta a costo zero, mica devo far spostare truppe e mezzi, e così posso ammaestrare i governanti di molti paesi, a partire da quelli del paese dal quale muovo la guerra, gli Stati Uniti, poniamo. E il virus è meglio che lo faccia diffondere un po’ dappertutto per li rami, se è vero che la mia homeland è l’intero pianeta, a partire ovviamente dal territorio metropolitano statunitense, che disgraziatamente pullula di poveri diavoli già dissociati e assolutamente sacrificabili per un fine superiore. Le ricorda qualcosa la pulvirificazione a mezz’aria di quelle torri a New York l’11 settembre 2001?».

«Lei mi rassicura, anzi no. Nostro Signore non c’entra, è tutta opera del Maligno e della canaglia umana che andrà governata da noi, come sempre. Preghiamo…”.

S’alza in piedi il Marulla e dice che no, che la questione è molto più prosaica e tutto verrà condotto verso la vaccinazione di massa con eventuale installazione o inoculazione di microchip. Se è vero che Dio stesso è soggetto ai vincoli della logica, Dio non potrà che stare a guardare l’evolversi degli eventi umani da Lui stesso resi, a questo punto, necessari. Vaccinazione globale in nome di Dio. E Lui non potrà farci niente: perché ha già fatto tutto nella sua infinità senza tempo. Se la natura muove guerra agli esseri umani Dio Misericordioso potrà soffrirne senza ragione, essendo in Lui già tutto scritto da prima della notte e dei tempi. In ciò Dio rivive ciò che non ha senso per Lui e nemmeno per noi… Solo che Lui è in apparenza scampato all’insensatezza, noi invece la paghiamo tutta. Dove sta il Benigno? Ma dove è sempre stato: nel mistero che maschera una cinica e stupida porcheria.

Stof vuole fare la cronistoria della pandemia e denunciare i criminali nichilisti che vanno in giro, peggio degli untori certificati, a spargere il mantra non tutti possono venire nel futuro. L’intento è encomiabile anche se i mezzi per farlo, ad oggi, sono quelli che sono, cioè quelli costruiti dai dominanti.

In questo clima, anche gli insider e gli spifferatori d’ogni risma mostrano sconforto. Uno racconta che in ambito sanitario alto (privato com’è il pubblico) sapevano da anni che sarebbe arrivata la pandemia: in riunioni su riunioni, panel, workshop e vari consessi ameni avevano discusso e inscenato simulazioni di futuro lavoro. La natura era stata avvertita. O meglio: una parte di essa ne aveva avvertita un’altra. Meglio ancora: la stessa identica natura avvertiva se stessa del danno a se medesima preparato al suo interno. Un inside job in natura.

Ma allora la natura c’entra eccome. Certo, se togli il trascendente cosa rimane?

Ma ecco intrufolarsi l’analisi dell’esperto geopolitico schmittiano di area sovranista costituzionale che, dal suo balcone, comodamente assiso nella sua poltroncina in vimini ikea, pontifica postando video a colazione pranzo e cena:

«In Geopolitica se uno non si fa distrarre dalle psy-op l’analisi è sempre chiara. La Cina aveva saputo sfruttare a proprio vantaggio la globalizzazione a guida americana e non ha mai voluto accettare accordi del Plaza: quindi andava fermata. Ovviamente, non la si poteva bombardare nel solito modo convenzionale e meno che mai in quello nucleare, ma con un virus sapiente si è rotta quella forma di globalizzazione che la faceva sempre più forte. Certo, così ci saranno parecchi morti anche in Occidente…».

Le mie quattro patate come stanno? Le traggo fuori dalla cenere del camino e verifico (non sono un uomo di scienza…) il grado di cottura. Ci siamo: prima decisione. Procediamo dunque con lo spuntino notturno: seconda decisione. Propongo di dedicarlo all’evasione prossima ventura dai domiciliari: brindisi al carattere di massa della fuoriuscita. Prova delle patate nel mangiarle: buone, c’è accordo fra noi, quindi decidiamo di misurare ciò che è misurabile e di pubblicare l’inatteso risultato: il consumo di queste patate ha prodotto un netto aumento delle nostre difese immunitarie. Ma non mi sogno nemmeno per un attimo di spacciare come oggettivo e patrimonio dell’umanità il risultato di due mie decisioni arbitrarie frutto, fra l’altro, di un esperimento condotto in un ambiente saturo di virus di ogni tipo, compreso quello della pandemia…

L’Eustachio a questo punto opina che sarebbe meglio non insistere oltre nella nostra seduta notturna: potremmo provocare contro di noi la guerra della natura invocata dall’Annunziata, con susseguente rilascio di nuovi agenti patogeni. Andiamo a letto ma fra qualche sera, se non presidieranno anche questi sentieri col machete, ci ritroveremo ancora al bar della baita.

Buonanotte anche al drone che ha fotografato il tetto.

- Continua.. Andrà tutto… nella pandemia del capitale (seconda puntata)